Finisterre

05/08/2014
Manuel Garibaldi

La caravella delle Nazionali
non si piega a scoprire nuove terre
La radio in sintonia su Finisterre:
cavalca voci di temporali.

La grandine è la voce di cantanti
spagnole e di cantanti tunisini
che si mischiano insieme come i vini
e quasi come i respiri degli amanti
Ma
Ben oltre i bollettini ai naviganti
oltre gli scali degli ultimi porti
con le ferite chiuse nei passaporti
i miei soldati vengono giù stanchi

Perché ogni passaporto ha una ferita
ed è servito per parare un colpo
che era vibrato al cuore oppure al volto
e ha sfregiato la foto della vita

Parte la nave e piglia a fucilare
tutte quante le onde disertore
bendate stanno in piedi lì a cantare
tutti in fila si canta e poi si muore

E forse sulla ricetrasmittente
senti le tre Marie spettegolare
chiuse dentro una teca di fondale
dove nemmeno l’angelo le sente

E forse starai un attimo a ascoltare
adesso che il pericolo è passato
e loro non lo sanno nulla è cambiato
dentro il santuario nulla può cambiare

Là dove molti pregano gitano
e a una lama di stella sei devoto

Ora controllerai le bombe a mano
lucide come squali, come ex voto

Occhi in agguato dietro cavalli di Frisia
molti reduci ti fanno la corte
Ne vengono qui da Costa da Morte
amari come è amara l’artemisia

Han conosciuto tutte le sirene
per ogni allarme e per ogni silenzio
stanno seduti e bevono l’assenzio
che dà fuoco alla miccia delle vene
Lui

Ti guarda ed è appunto uno dei tanti
uno dei tanti lì con gli occhi pesti
Lui di notte fa a pugni coi suoi pianti
di giorno si fa mettere agli arresti

Ma a Finisterre ci sono folletti
che fan danzare fino alla mattina
sempre più nera sempre più regina
finchè non ci si cade addosso stretti

Se il cursore del mondo gira a vuoto
la radio annega, senti come beve
canta le tue canzoni maremoto
cantale finché c’è chi le riceve

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