Il coro dei ranocchi

05/08/2014
Manuel Garibaldi

Piove calda sopra la città
sono suonato come un carillon
c’è l’euroflora, la radioattività.
C’è un vento in testa, caldo come un fon.
Sono rotto come un luna park
che smonta i sogni in piazza e li sbatte sul Tir.
Son spaesato come un souvenir
e slabbrato come vecchie clarks.
Gli autobus non vanno, esco anche se
non c’è nessuno per la via
non c’è in giro un cane, un gatto, polizia
tutto è deserto come me.
Ma senti come tira nella galleria
vento di baby e di chimere
prima del tramonto ti han già tirato via
tavolo, sedia e l’ultimo bicchiere.
Se tu esistessi ti telefonerei
da una cabina che va a tocchi
e piove in grande sui cavoli miei
sulla rumena e il coro dei ranocchi.

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