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Rassegna

Luna Persa - recensioni

Riportiamo di seguito alcuni estratti di recensioni su “Luna Persa

“Per me Il regno delle fate è la più bella canzone del 2008. Più difficile spiegare perché mi piace tanto. C’entra la metrica, in cui l’ascoltatore s’impiglia come in una ragnatela lucente. C’entra il modo di raccontare di Manfredi, a piccoli tocchi precisi, come un Seurat della canzone”. Gianni Mura (Repubblica)

“Un grande album, tra i migliori usciti quest’anno. (…) Capita poche volte nella canzone italiana che la musica sia importante quanto le belle liriche. È un album corale, suonato benissimo”. Giordano Casiraghi (La provincia di Como)

“Un album straordinario e cinematografico, denso di storie raccontate con una vena narrativa ricca, che commuove per delicatezza, ma graffia anche per ironia e realismo visionario. Ed emoziona con arrangiamenti che portano lontano. (…) Se una regola di piattezza pure ci fosse nel cantautorato nostrano attuale, Max Manfredi con il suo Luna persa sarebbe una luminosa eccezione”. Ambrosia J.S. Imbornone (musicalnews.com)

“È un disco barocco e struggente, solare e apocalittico, crudele e malinconico, colto e popolare, ostico e visionario. (…) Trattasi di disco straordinario”. Silvano Rubino (bielle.org)

“A sette anni di distanza dall’ultimo album di inediti, fa piacere immensamente ritrovare un Max Manfredi così ispirato, capace di sfornare un album che deborda poesia e intelligenza da ogni nota. Ce n’era bisogno”. Roberto Bonfanti (kronic.it)

“E’ come un numero 10 d’altri tempi, Manfredi. Gioca da fermo, inventa traiettorie impossibili, insacca pallonetti beffardi”. Michele Chisena (XL)

“Concerto (e disco) di rara bellezza. (…) Ammaliante, funambolico, antico e moderno insieme: originalissimo”. Emanuela Andreatta (La voce)

“Uno status (cant)autoriale ineccepibile, il suo, che Luna persa conferma in pieno, mostrandocelo artigiano attento non solo alle parole ma anche a tessuti sonori tanto raffinati quanto vari. (…) Un lavoro ambizioso a tratti (i dodici minuti della title track) e di grande spessore”. Aurelio Pasini (Mucchio Selvaggio)

“Il disco è bello e contiene almeno un paio di canzoni che toccano il cuore: Il regno delle fate e Retsina”. Roberto Caselli (Jam)

“Lavoro ricco di delizie e di vento”. Massimo Cotto (Max)

“Opera importante quella di Max Manfredi, di assoluto rilievo, e non solo per i testi, studiati, complessi, mai banali, poetici e spesso ermetici, il che non nasconde messaggi intensi e profondi, talvolta illuminanti come lame di coltello e carichi di umanità”. Paolo Bartaletti (lascena.it)

“Una comunicazione immediata e un tessuto strumentale particolarmente brillante, pur nella sua sobrietà. (…) Con questo album si propone definitivamente fra le figure di maggior rilievo sulla scena della canzone d’autore oggi”. Mario De Luigi (Musica & dischi)

“Il bello è che Manfredi scrive benissimo, con uno stile asciutto e virile, contenuti mai banali, per niente zuccherosi ma sempre intensi e corposi. Pur non essendo per nulla romantico, piacerà molto agli ascoltatori più emozionabili. Eccellente musica d’autore, solida e matura, classica e originale insieme, roba da togliere lo spumante dal frigo, perché c’è un nuovo poeta in città”. Marco Monzali (radiogas.it)

“Parole e note raffinate”. Franz Coriasco (Famiglia Cristiana)

“Luna persa è bello e poetico, non per intellettuali o innamorati, ma per quelli che hanno ‘intelletto d’amore’” Ugo Bacci (L’eco di Bergamo)

“Basta questo per scrivere che si tratta di uno dei dischi più importanti dell’anno”. Giorgio Maimone (bielle.org)

“Per chi cerca ancora di resistere”. Marco De Rossi (Rockstar)

“Il suo modo di comunicare attraverso lo stile cantautorale della musica italiana è quanto di più originale ho avuto modo di ascoltare da un lustro a questa parte. (…) Stimolante come la profonda voce di Max, che sempre tendente al ‘narrante’, penetra irrispettosa e passionale persino nella calce e nei mattoni della stanza d’ascolto”. Omar Chioccariello (saltinaria.it)

“Max Manfredi è per molti il vero erede poetico di De André. (…) Lo splendido Luna persa”. Guido Festinese (Alias/ Il Manifesto)

“Max Manfredi con il suo disco dal titolo Luna Persa è riuscito a mettere insieme un lavoro d’autore che appare come un’esaltante opera d’arte”. Andrea Turetta (babylonbus.org)

“Raramente e solo ad opera di grandi artisti può capitare di ascoltare brani come L’ora del dilettante. (…) O come Il regno delle fate”. Marco Tosetti (mentelocale.it)

“Una penna affilata che passa agilmente dalla poesia all’invettiva. (…) Un lavoro d’artigianato musicale di pregio”. C.T. (Sorrisi e canzoni)

“La caratteristica principale dell’album è, in ogni modo, la purezza cristallina dei brani, supportati da talento e gusto come pochi sanno fare in Italia. Un disco che cresce ascolto dopo ascolto, con una tracklist perfetta ed una scrittura meravigliosa ed intensa”. Fabio Igor Tosi (sonicbands.it)

“Una raccolta che è il frutto di ricerca e passione irriverente, con quella dose di cinismo che non guasta per chi per mestiere è osservatore e narratore di questi (tristi) tempi. Un disco importante, che sarebbe un peccato arrivasse solo a chi già conosce e frequenta la musica di Manfredi”. Dodo (soundblog.it)

“Se il cd si è servito di una produzione appropriata, che ha coinvolto un’intera orchestra, il suo valore davvero inscalfibile rimane nelle canzoni: penetranti, riuscite”. John Vignola (Audioreview)

“Belli e curati i testi, con la musica che raggiunge ottimi risultati ne L’ora del dilettante, nella mediterranea Libeccio, nella ballata Aprile”. Michele Manzotti (Ilpopolodelblues.com)

“Bei suoni e belle parole, un disco importante”. Lucia Marchiò (Repubblica)

“Nel mondo della semplificazione più radicale e degli ascolti veloci e frammentari, Luna persa è come un antidoto” Giancarlo Susanna (Rockerilla)

“Gioielli di canzoni come Il regno delle fate, Il treno per Kukuwok o la delicata e aromatica Retsina.”. (24 minuti)

“Il disco si può definire una “invenzione (quindi opera poetica) documentata e oracolare dell’apocalisse tramite versi in musica” e difatti dalla seconda alla dodicesima canzone si parla di storie e sensazioni allucinate, con dettagli curati in una grande opera che conta più di trenta musicisti e che, come giustamente si è osservato, ‘è da ascoltare con le cuffie’”. Paolo Talanca (L’Isola che non c’era)

“Musicalmente, l’opera abbraccia una quantità impressionante di stili, e la scelta degli strumenti, vari ed alcuni decisamente inconsueti, ne è il necessario oltre che naturale complemento. Se a questo si aggiunge una capacità quasi diabolica dell’artista a piegare ogni singola parola alle proprie esigenze espressive per stupire e tenere sulla corda l’ascoltatore, si può avere un’idea dell’eleganza e raffinatezza del risultato”. Franco Settimo (Raro)

“Un disco che partendo dal passato butta i punti per il futuro della canzone d’autore italiana. In sintesi, un capolavoro”. Fabio Antonelli (estatica.it)

“Un disco molto ‘suonato’, zeppo di strumenti acustici mescolati in maniera complessa, con cura per il dettaglio che rende ogni brano un deposito di scatole cinesi a sorpresa, in un viaggio che attraversa l’Europa e le sue musiche in orizzontale, dalle taverne ungheresi al fado di Lisbona, tirandosi dietro buona parte di quello che ci sta in mezzo. Un disco, Luna persa, per quelli (…) che cercano emozioni come l’acqua nei cactus di un deserto sentimentale”. Marcello Parilli (Corriere della sera)

“E’ un grande cantautore Max Manfredi. Ma grande davvero”. Rho Mauro (Tonnuto)

“L’ottimo Luna persa” Michele Monteverdi (Il Sole24ore)

“Oltre alla storico duetto con De André, Luna persa contiene altri piccoli gioielli come L’ora del dilettante e Il regno delle fate”. L.B. (Vivimilano)

“Calembour virtuosistico che dribbla il nonsense e arrangiamenti rifiniti. (…) Dodici splendide canzoni, su cui giganteggia Il regno delle fate (…). Tra introspezione ironica e poetica delle piccole cose si tocca uno dei vertici della canzone italiana degli ultimi anni”. Jacopo Tomatis (Giornale della musica)

“Il disco ha il marchio della canzone d’autore di valore, quella che sa di poesia sposata alla musica. La voce profonda di Manfredi al pari di un pifferaio magico trascina in mondi irreali, non importa se bellissimi o amari”. Linda Lucini (La provincia pavese)

“Un disco di qualità sopraffina anche dal punto di vista musicale, con un grande dispiego di talento, l’impiego di decine di musicisti e una vastissima gamma di strumenti ad accompagnare le liriche. Musica e testi in grado di evocare angoli e momenti di vita di paesi reali, pur se mai vissuti”. genovatune.it

“Ascoltando Max Manfredi uno lo immagina seduto a un banco che lavora di fresa, bulino, intarsio e cesello con le parole, a mo’ di ebanista, tanta è l’artigianalità (nel senso migliore) con cui compone i testi. L’ultimo risultato di una lunga carriera è Luna persa, disco prezioso”. Luigi Bolognini (Repubblica – Milano)

“Max Manfredi dà nuovo impulso alla canzone d’autore coinvolgendo più di cinquanta strumenti e una trentina di musicisti. Un album quindi difficilmente riproducibile dal vivo, ma talmente prezioso da confermare se ce ne fosse bisogno il parere del M° Fabrizio De André che definiva Max il più bravo tra le nuove leve…” Giuseppe Vota (RAI- Notturno Italiano)

“Un album di una bellezza inconsueta, di grande ricchezza compositiva, poetica e musicale”. E.M. (Secolo XIX)

“Un disco che è già un classico”. inagenda.info

“La musica solleva quindi polvere di terre e percorsi, e scuote di tanti brividi la pelle degli ascoltatori. Questo è insomma un disco da leggere, da vedere, ma soprattutto, ovviamente, da ascoltare, con l’orecchio teso ai dettagli e alle emozioni di insieme. Un disco da avere”. Mescalina.it

“Un album assolutamente necessario per la musica italiana”. Mario Marenco (bielle.org)

“Un disco bello, ricco di musica e parole. La prima suonata da 30 musicisti e 50 strumenti, le seconde inventate e pronunciate con grande intensità da Max Manfredi”. Primocanale

“Uno straordinario album (…). Tredici momenti splendidamente poetici (…). Luna Persa spicca per originalità e piacevolezza”. G.L. (beatmag.it)

“Colpisce la capacità di denunciare i comportamenti senza irrigidirsi in posizioni di censura; la visione critica non ignora la verità umana, un po’ come nei film di Alberto Sordi, ma con maggiore eleganza”. Tiziana Canfori (Cantiere Musicale)

“Essere Max Manfredi non è facile. Essere giganti fra i nani non ti dà soddisfazioni, ma l’ardore antico e l’impeto creativo del signor Max vincono la battaglia che non c’è, vincono nel segno dell’intelligenza e della pietà. (…) I testi di Manfredi sono la miglior letteratura cantautorale italiana di questi anni orfani di geni e vuoti di artisti veri”. Nicola Cossar (Il Messaggero Veneto)

“Se avete l’animo dei viaggiatori, provate a seguirlo. Non ve ne pentirete”. (Vita)

“… canzoni di cui sarebbe fin troppo facile elogiare la fattura o la perizia compositiva del loro autore”. Daniele Suardi (Musicboom.it)

“Fluviale, visionario, musicalmente onnivoro (…) un concept album sul capolinea della contemporaneità”. Mario Bonanno (Left)

“Alcuni brani straordinari (Il regno delle fate, Retsina) su un tessuto complessivo di ottima finitura. Una bella figura, nell’arte e nella vita”. Cesare Vanzella (AGI)

“Con le undici nuove composizioni oggi Max Manfredi offre altrettanti gioielli alla canzone nazionale. (…) ogni verso è una trovata preziosa, un piccolo scampolo di bellezza”. Giancarlo Mei (Suono)

“Un brano inghiotte l’altro, piccole perle di diverse sfumature ma della stessa tonalità si perdono nella raffinata maestria. (…) Di una bellezza intima, un disco che arrossisce al complimento. E piace, sinceramente”. Eleonora Chiari (Rockit.it)

“Una grande ricchezza poetica e musicale si accompagna di pari passo con l’eccellenza degli arrangiamenti e la cura per la produzione. Il risultato finale è straordinario, coinvolgente fino in fondo. I testi sono, al solito, ispiratissimi e venati dalla sottile ironia che da sempre caratterizza il lavoro di Max, poetici e irriverenti. Gli arrangiamenti dei brani si giovano della grande varietà di idee e stili, dalla freschezza di tanti stimoli diversi”. Mario Giovannini (Folk Bulletin)

“Un lavoro di splendente originalità, profondo e altamente poetico, curato con rara passione in ogni minimo dettaglio. Luna persa è un’inversione di rotta nel grigiore morale e civile che ci attanaglia. E’ un’opera di affilata denuncia, modellata di arguzia e lirismo, allietata da arrangiamenti sontuosi e straripante di suoni attraenti, intelligente e diretta. (…) Una luce si è accesa nella notte”. Francesco Caltagirone (Buscadero)

INTERVISTE

La differenza tra Canzone e Poesia, il racconto della nascita di alcune canzoni, le sue preferenze musicali.
Max si racconta nell’intervista di Gloria Berloso all’interno dello speciale su Bravonline

Il cantautore genovese ai microfoni di Rai Music racconta come è nato il suo ultimo album, “Luna Persa”, pubblicato da Ala Bianca Group con distribuzione Warner, e uscito il 26 settembre 2008. Tra le tante cose dette, parla anche della sua Genova, fondale privilegiato delle sue storie, con il suo vento fortissimo e i suoi continui cambiamenti di pressione. E la sua focaccia. continua qui