Caterina

11/04/2014
Manuel Garibaldi

Caterina è una ragazza, una ragazza che dà sul mare,
abita in una piazza, in una casa tutta da sposare
Caterina e una ragazza che ti fa innamorare
quando passa sulla terrazza sotto la luce del temporale
e nei giorni di sole prende il fresco sull’altana
col vestito leggero di seta indiana.

Una di queste sere era li al davanzale
una di queste notti salirò le sue scale
Caterina ha paura, in una notte di bufera
aggrappata alla finestra ha visto la Dama Nera

Ha vista la Dama Nera, ha vista la Dama Viola
Caterina non ha voglia di dormire da sola
La settimana santa legano le campane
Come legano i cani di case lontane
I miei piedi sono stanchi di questi rioni
dove abbraccio i lampioni invece dei suoi fianchi

Amore mio, che strano tenersi quasi a bada,
ritrovarsi per strada quando non c’è più strada
Amore mio, che strano cadere addormentati
e perdersi di vista rimanendo abbracciati

Come la sentinella di un’ “alba” medievale
II camion della rumenta ci veniva a svegliare

Una di queste sere stendeva il maestrale
una di queste notti dormirò nel suo sale
Se mi assiste fortuna, se il destino è contento
Sbatterò nella sua notte come un lenzuolo al vento

L ‘altra sera ho venduto per andarmene al cine
il mio fuoco di paglia e la mia casa di spine
Sono entrato che il film era quasi finito.
chi baciavi nel buio, non I’ho mica capito
se era solo un amico, se era il volto di un dio
vuoi vedere che invece chi baciavi era io ?

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