L’intagliatore di Santi

11/04/2014
Manuel Garibaldi

È da poco che sono in città e mi sono ambientato da poco
Fra parchi rovine e caffè e le mura che danno sul vuoto
Potete vedermi che brancolo nei pomeriggi stravolti
Oppure che intaglio col roncolo i santi dei vostri archivolti
I santi e le sante hanno facce di paese in paese diverse
Somigliano sempre a qualcuno, persone incontrate e poi perse
A volte è un cane che abbaia perchè gli attraverso il pensiero
A volte e uno sguardo di donna che sogna il mio seme straniero
Intanto che intaglio i miei santi d’ulivo. ciliegio e nocciolo
In piazza del municipio le persiane diventano d’oro
Le pietre diventano rosa e nell’aria di pelle bambina
Intanto che poso il lavoro e mi bevo una birra alla spina
Rimango seduto in ascolto di qualche canzone francese
E penso ai santi che incontro girando di paese in paese
Allora m’invento un profilo diverso da tutti gli umani
Mi va di parlare soltanto coi mostri delle cattedrali

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