Sottozero

05/08/2014
Manuel Garibaldi

Befana sottozero dopo un Natale povero
ho dormito da Spiccio, la caldaia gelata
e adesso aspetto il “12” qui, davanti al Ricovero
e cade della neve accanto alla fermata.
Sotto le nevi eterne di Stalieno
sognano paradisi tagliati dagli spot
sotto il cielo di neve o a cielo sereno
quelli che fanno a meno, fanno a meno del plot
e l’AMGA i fuochi fatui li eroga dai fornelli
perché nei suoi saloni ci suonano bluegrass
e mi son seccati i fiori nei capelli
e il caffè non si scalda mai sulla fiammo del gas.
…E amori riscaldati in un bar boreale
e bimbe desolate bevono whisky lisci
asilo di tormenta e santuario dei misci
anche la galleria smobilita Natale.
Quando vivevo a Disneyland passavo le mie notte
nel pub di Paperopoli, losca e levantina
e mi piangeva addosso – per la fifa dei botti –
Gastone innamorato, marcio di cocaina.
Quella modella UPIM, vestita da Papà Natale
(ma con la minigonna, la pelliccia, il decollté)
ha un coltello nascosto giù, dentro lo stivale!
È certo un’aguzzina, chissà se ce l’ha con me…
In riva al Bodensee conoscevo una bambina
parlava coi cavalli e coi cani pastori
l’ho accompagnata a casa alle sei di mattina
ma faceva un po’ freddo per giocare ai dottori.
…E i Magi in sud italia sgozzano i vecchi e i gatti
e ghiaccio incolla il cuoio del mio stivale
nei parchi nazionali si pagano i cerbiatti
e le strade di Roma sono campi di sale.
…Inverno gela i pesci in freezer di fontane
è una sniffata d’angelo, un corale di Lutero
son le mie dive nude che mi vengono a scaldare,
io che le lascio fare e raggiungo lo zero.

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